Rilevamento dei danni negli edifici in muratura 

di Chiara Donà

Per il rilevamento dei danni, pronto intervento ed agibilità negli edifici ordinari durante le fasi di emergenza post-sismica, si fa riferimento alle schede AeDES, messe a punto dal Servizio Sismico Nazionale e dal Gruppo nazionale per la difesa dai terremoti.

In particolare, il manuale allegato alla scheda di rilevamento fornisce un’indicazione utile per la valutazione dei vari stati di danno degli edifici in muratura, così suddivisi:

Tipologia di danno Descrizione dei danni in edifici   in muratura Dimensioni delle lesioni in edifici   in muratura
D0Danno nullo Fessurazioni da ritiro nell’intonaco, segni di piccoli   dissesti avvenuti in passato, riparati e non riattivati  
D1Danno leggero Danno che non cambia in modo significativo la resistenza   della struttura e non pregiudica la sicurezza degli occupanti a causa di   cadute di elementi non strutturali. Il danno è leggero anche se le cadute di elementi possono rapidamente essere scongiurate < 1 mm
D2-D3: danno medio – grave Danno che potrebbe anche cambiare in modo significativo   la resistenza della struttura senza che venga avvicinato palesemente il limite del crollo parziale di elementi strutturali principali Lesioni fino a 1÷1,5 cm per architravi; 2 mm÷1 cm per taglio  di maschi murari; fino a 2÷5 mm per distacco di pareti passanti; qualche cm per lo   sfilamento di travi dei solai
D4-D5: danno gravissimo Danno che modifica in modo evidente la resistenza della struttura   portandola vicino al limite del crollo parziale o totale di elementi  strutturali principali. Stato descritto da danni superiori ai precedenti,  incluso il collasso. Danni maggiori al D2-D3 con espulsione di materiale strutturale in quantità rilevante e/o crolli localizzati di muri portanti, di  cantonali e di spigoli murari. Ribaltamento di facciata prossimo al collasso, gravissime lesioni diagonali, eclatante separazione fra solaio e pareti,   tetti e/o volte. Collasso totale dell’edificio (D5)

Le indicazioni dei livelli di danno sono analoghi pure per edifici in muratura a tipologia specialistica, quali chiese e palazzi, di cui è comunque sempre necessario valutare non solo vulnerabilità tipiche, ma anche vulnerabilità che si manifestano in maniera specifica, soprattutto quando si passa da una valutazione speditiva ad un’analisi di livello più dettagliato, come ben illustrato nella DPCM 9 febbraio 2011, Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al DM 14/01/2008.

MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI DANNEGGIATI DAL SISMA

Per quanto riguarda le opere provvisionali, atte a mettere in sicurezza i manufatti, si può fare riferimento ai seguenti testi:

È possibile mettere in sicurezza edifici pericolanti mediante presidi in SRG (Steel Reinforced Grout), consentendo interventi attivi (agendo quindi sullo stato tensionale del materiale ed evitando un’ulteriore deformazione della struttura); con gli FRP, invece, non è possibile intervenire in maniera attiva e presentano problematiche più complesse nella loro applicazione.

MECCANISMI RESISTENTI DELLE STRUTTURE IN MURATURA

Le precedenti fasi di valutazione del danno e messa in sicurezza degli edifici presuppongono un’adeguata conoscenza dei meccanismi di collasso delle strutture in muratura; essi si formano sulla base di vulnerabilità tipiche e specifiche della costruzione, da analizzare con molta attenzione.

VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ MURARIA

Per la definizione di sicurezza strutturale dell’edificato storico, attualmente un ruolo sempre più decisivo è attribuito a criteri di valutazione qualitativi.

Ciò significa che, per indagare la vulnerabilità sismica di una fabbrica, ovvero valutare la sua propensione al danneggiamento e come essa si danneggia (qualità del danno strutturale), attraverso metodi semplificati, basati essenzialmente sull’osservazione fenomenologica del degrado e del dissesto, si mettono in evidenza le varie carenze strutturali, assegnando loro un “peso” ed un punteggio nella valutazione qualitativa.

Tali metodi semplificati prevedono, di volta in volta:

  • l’acquisizione di indicatori di vulnerabilità specifica (IQM – Indice di Qualità Muraria)
  • la determinazione dell’efficienza e qualità costruttiva muraria (LTM – Linea Minima di Tracciato)
  • l’individuazione di catene cinematiche in assenza di segni indicativi dei potenziali meccanismi di danno (archi virtuali)

In particolare, per l’IQM si faccia riferimento, oltre a quanto illustrato nel Manuale delle murature storiche (a cura di Chiara Donà, Direttore scientifico A. Borri, DEI Tipografia del Genio Civile, Roma 2011, ove è possibile trovare riferimenti importanti anche per gli interventi sulle strutture murarie), ai seguenti scritti:

BIBLIOGRAFIA

  • AA.VV., Manuale delle murature storiche, a cura di Chiara Donà, Direttore scientifico A. Borri, DEI Tipografia del Genio Civile, Roma 2011
  • A. Borri, L. Bussi (a cura di), Archi e volte in zona sismica. Meccanica delle strutture voltate, Doppiavoce, Napoli 2011
  • G. Cangi, M. Caraboni, A. De Maria, Analisi strutturale per il recupero antisismico. Calcolo dei cinematismi per edifici in muratura secondo le NTC, DEI Tipografia del Genio Civile, Roma 2010
  • G. Cangi, Manuale del recupero strutturale antisismico, DEI Tipografia del Genio Civile, Roma 2012
  • sito internet del Centro Studi Sisto Mastodicasa: http://www.mastrodicasa.com/
  • sito internet del Ministero per i beni e le attività culturali: http://www.beniculturali.it/
  • sito internet del Reluis: http://www.reluis.it/